Olio Essenziale di Lavanda

Fiore di Lavanda

Olio Essenziale di Lavanda

A chi di noi non è mai successo di dover affrontare giornate frenetiche, nelle quali, magari, si è reso necessario fronteggiare qualche imprevisto? Oppure avvenimenti di difficile risoluzione che hanno richiesto molta attenzione e impegno da parte nostra, lasciandoci un po’ sopraffatti?

Un aiuto, che la natura ci mette a disposizione per superare i periodi difficili e di forte stress, è un arbusto perenne dalla delicata bellezza e dal profumo intenso: la Lavanda o Lavandula Angustifolia.

Questa pianta, appartenente alla famiglia delle laminacee, è originaria delle terre che circondano il Mar Mediterraneo e l’Europa meridionale, l’Africa Settentrionale e Orientale, e i paesi del Medioriente fino al Sud-Est Asiatico.

Naturalmente, però, il territorio nel quale la Lavanda viene coltivata maggiormente è senza dubbio la Francia e in particolare la Provenza, dove nel periodo della fioritura si può apprezzare l’incanto di bellissime distese dal colore viola.

La Lavanda è suddivisa in quattro specie principali: Lavandula Angustifolia o Lavanda Inglese; Lavandula Stoechas o Lavanda Francese; Lavandula Latifolia e, infine, Lavandula Intermedia.

Tutte queste tipologie hanno simili proprietà etnobotaniche ed hanno in comune i principali costituenti.

Contengono Linalolo, Linalil Acetato, Geranile, Geraniolo, Terpineolo, Cineolo, Ocimene, Limonene e Cumarina.

Oggi vi parlerò dell’olio essenziale che si ricava dalle sommità fiorite di questa pianta mediante estrazione a corrente di vapore, conosciuto e apprezzato fin dai tempi antichi per i suoi innumerevoli impieghi.

L’Olio Essenziale di Lavanda si presenta come una sostanza incolore dal caratteristico profumo intenso e floreale ed è uno degli oli più importanti in Aromaterapia poiché tra i più versatili. Può essere nebulizzato negli ambienti per mezzo del vaporizzatore, utilizzato come olio da massaggio oppure assunto oralmente se per uso alimentare.

Le sue proprietà sono molteplici e spaziano dall’induzione al rilassamento al trattamento di infezioni parassitarie, ustioni, punture di insetti e spasmi.

Prove sempre più numerose suggeriscono che questo olio può essere usato come farmaco naturale efficace nella cura dei disturbi neurologici.

Rilevanti ricerche, infatti, hanno dimostrato le sue proprietà ansiolitiche, stabilizzatrici dell’umore, sedative, anticonvulsive, analgesiche e neuroprotettive.

Giunge addirittura notizia che nel medioevo la Lavanda fosse prescritta per il trattamento dell’epilessia, del tremore e degli attacchi di emicrania e, volendo dare la mia personale testimonianza, posso dire di aver provato innumerevoli volte un unguento a base di olio di cocco miscelato con olio essenziale di lavanda e di eucalipto per dare sollievo al mal di testa dovuto ad infiammazione cervicale. Difatti, l’olio estratto da questa pianta è considerato benefico nel trattamento del dolore e posso confermarne l’efficacia.

Ma le funzioni di questo rimedio naturale non terminano qui.

Dalle diverse indagini condotte per chiarire il meccanismo di azione nei tessuti neuronali, emerge che l’olio essenziale di Lavanda sembra avere una buona incidenza nel contrastare il morbo di Alzheimer e il danno da Ischemia.

Ha potere anticolinergico, neuroprotettore e antiossidante.

Attraverso alcune ricerche si è dimostrato che la Lavanda ha un’attività antispastica e proprietà carminative che la rendono raccomandabile in caso di disturbi dell’apparato digerente, coliche e meteorismo.

Naturalmente, in questo caso se ne suggerisce l’assunzione per via orale, con un po’ di miele o zucchero. Nello stesso modo, va ingerito anche per trattare disturbi legati all’ansia, all’irrequietezza e all’agitazione. Personalmente, ho trovato efficace anche massaggiarlo sui polsi e sul collo.

È in grado di migliorare i disturbi del sonno e malesseri di natura psicosomatica, donando rilassamento e benessere generale.

Una miscela di Olio essenziale di Lavanda, Basilico, Ginepro, e Maggiorana dolce è consigliata per ridurre in modo ottimale i disturbi legati all’insonnia, nei quali, ahimè, io stessa mi sono imbattuta più volte.

Come già accennato, è stata dimostrata la capacità di questa pianta nel trattamento del dolore, sia acuto che cronico.

In effetti, oltre ad averlo utilizzato personalmente per il mal di testa, spesso lo uso miscelato all’O.E. di Boswellia (in olio vettore) per massaggiare i muscoli dopo le intense attività sportive di un componente della mia famiglia. Indubbiamente, non solo scioglie eventuali contratture, ma allevia anche dolori o tensioni muscolari dovuti allo sforzo eccessivo, oltre che a restituire benessere riprendendosi più in fretta dalla fatica.

Un altro modo in cui ho provato l’olio di Lavanda, in sinergia con quello di Salvia Sclarea e Maggiorana, è il massaggio sull’addome per alleviare i fastidiosissimi crampi dolorosi dovuti al ciclo mestruale. In questo caso, consiglio di iniziare a fare le frizioni alcuni giorni prima e di abbinare comunque tisane di Camomilla e Malva. Naturalmente, se i dolori sono molto forti, bisognerà valutare con il medico dei trattamenti diversi.

Un’altra miscela, consigliata invece per i disturbi della menopausa, in grado di alleviarne la depressione e le vampate di calore, è composta da olio essenziale di Lavanda, Geranio Rosa, Rosa e Gelsomino.

L’olio di Lavanda, come già brevemente accennato, è utilissimo per il trattamento delle problematiche della pelle, per l’acne, la puntura di insetti e la forfora. È in grado di dare sollievo al prurito e al bruciore, specialmente diluito con aloe vera gel. È possibile aggiungerne qualche goccia alle abituali creme per il viso o ai prodotti per la cura dei capelli.

Infine, la Lavanda può essere un buon rimedio per le malattie da raffreddamento grazie alla sua azione benefica sulle vie respiratorie e al suo potenziale antibatterico e antibiotico. Impiegato nei suffumigi può dare ristoro quando messi alla prova da raffreddori ed influenze.

Essendo un olio molto versatile, di seguito vi elencherò una serie di affezioni (oltre a quelle già indicate) per le quali è consigliato: Acne, afte, afonia, ansia, artrite, ascesso, asma, candida, capelli deboli o secchi, catarro, cefalea, cellulite, colite, cistite, contusioni, crampi addominali, depressione, dermatiti, distorsioni e dolori muscolari, funghi della pelle, epilessia, infezioni della gola, influenza, insonnia, irritabilità, mal d’orecchio, menopausa, palpitazioni, pelle  grassa o secca, piaghe, reumatismi, sciatica, sinusite, scottature solari, stomatiti, stress, sinusite, tensione premestruale, smagliature, tosse, torcicollo, unghie incarnite, verruche e vesciche.

È stato un piacere, per me, parlarvi di un fitoterapico che tengo sempre a portata di mano in quanto di uso davvero frequente.

Il suo aroma è per me decisamente rilassante e non esito ad usarlo nei bagni caldi serali, quando desidero regalarmi una coccola e calmare i pensieri nel momento in cui, finalmente, i ritmi e i rumori della giornata si allentano. 

Ma c’è un altro “rito”, un piccolo gesto, che mi regalo spesso alla sera e che mi aiuta a distendere e rigenerare l’apparato digerente, oltre ad essere una piccola attenzione verso me stessa. È la tisana che si ricava da fiori e foglie di un’altra gradevole pianta in grado di regalare boccioli dal colore viola: la Malva.

Se anche voi volete conoscere meglio questo rimedio fitoterapico, non perdetevi il prossimo articolo.

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